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Monica Braganti <industriatravel@tiscali.it>

11 settembre, la paura

Ero al lavoro nella mia agenzia di viaggi quel giorno, quando navigando in internet mi sono imbattuta in un motore di ricerca che riportava in prima pagina le news e ho visto la foto delle torri gemelle in fiamme.

Pensando fosse uno scherzo ho cliccato, ma l'articolo che seguiva smentiva il mio pensiero. Non era uno scherzo , era tutto vero. Continuando a navigare ho trovato molte notizie sull'argomento che attribuivano l'attentato alle fon ti più disparate.

Non capivo cosa stava succedendo ma la sensazione era che qualcosa di grosso bolliva in pentola. La sera, appena ritornata a casa ho chiesto conferma della notizia ai miei familiari che già erano incollati davanti alla televisione.

Mangiammo e discutemmo dell'accaduto, profilando la possibilità che se era successo a New York, in America, poteva succedere anche da noi. Il terrorismo è un arma terribile, perché fa della sua disorganizzazione la sua forza.

Palavamo anche di lavoro pensando a quali ripercussione potesse avere questo evento sull'attività di famiglia. Inutile dire che le ripercussioni furono pesantissime e per un buon periodo di tempo dopo l'attentato la gente non si fidava più di viaggiare, aveva paura di un attentato,

L'undici settembre è stato un duro colpo sia sotto il punto di vista morale, sia sotto quello economico.

Io nonostante tutto ho continuato a viaggiare, e l'anno dopo sono andata con mio figlio a New York per fargli vedere dal vero quella magnifica città e la ferita nel cuore che gli era stata inferta.

Essere la,davanti al cratere lasciato dalle torri gemelle mi ha fatto uno strano effetto, mi ha fatto ripensare alle immagini viste alla televisione di quell'aereo che si infilava nel palazzo, della gente che scappava, della nube di polvere alzata dal crollo delle torri.

Pensare a tutta quella gente morta per la follia degli uomini mi ha toccato profondamente, mi ha cambiato e ha cambiato il mio punto di vista su molte cose.

07/06/2006

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