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Diego Ricca <diegoricca@libero.it>

11 Settembre, la Tragedia

Penso che pochi eventi abbiano avuto ripercussioni come l'attentato alle torri gemelle dell'undici settembre. Ricordo ancora che stavo viaggiando in macchina quando accendendo la radio mi sono sintonizzato su un notiziario e in diretta veniva trasmessa la cronaca di quello che stava succedendo a New York.

In un primo momento pensavo fosse una bufala, non pensavo potesse davvero succedere quello che è successo. Ma poi arrivato a casa ho acceso subito la televisione e  tutte le reti trasmettevano in diretta quello che stava avvenendo a New York. Era incredibile, una delle icone più famose al mondo, lo skyline di New York, non era più come tutti lo ricordavamo. È stata veramente un duro colpo, mi sono sentito ferito, impaurito che una cosa del genere potesse accadere e che la minaccia del terrorismo con la sua spirale di violenza fosse arrivata dove nessuno si aspettava.

Per tutto il giorno le televisioni continuarono senza sosta a mandare in onda immagini e a fare collegamenti con la zona dell'accaduto. Tutto il mondo era teso con gli occhi verso il W.T.C. Anche i miei familiari erano rimasti impressionati dalla notizia, e la sera a cena, davanti alla TV, si discuteva su chi potesse essere il mandante di un simile gesto, su chi potesse sfidare in modo cosi aperto una della più grandi nazioni del mondo.

Il giorno dopo mi ricordo che tutte le prime pagine dei giornali riportavano la stessa notizia in copertina. Tutti la stessa, straziante, immagine. Era chiaro che in quel momento si stava scrivendo la storia. Un avvenimento che avrebbe avuto ripercussioni su tutto quello che era il nostro mondo fino a quel momento. La gente aveva paura, i governi erano in stato di agitazione. Anche io devo essere sincero ho avuto paura di viaggiare, paura di prendere l'aereo pensando di poter essere vittima di un attentato. Alcuni miei amici che vivono a Milano avevano paura a stare in città, avevano paura di prendere la metro, temendo un attentato

07/06/2006

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