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Claudia Chiapatti

How a Passion Can Colour a Life: My Music

La musica è sempre stata una compagna fedele, un momento per ritrovare me stessa, uno svago: fin da piccola ho sempre avuto una predilezione per i suoni e ho perfino seguito dei corsi di canto e di pianoforte. Con il tempo sono cresciuta e anche i miei gusti musicali sono cambiati: che dire della fase adolescenziale segnata dai Backstreet-boys? Non si può negare anche se poi i miei interessi hanno preso un'altra strada

Ricordo bene quel sabato: mi trovavo a casa, in cucina, subito dopo pranzo, stavo guardando un programma musicale, Super, su Italia 1: d'un tratto sentii una canzone che subito mi colpì, Labyrinth; la giovane che stava cantando era un'esordiente, ma con una grinta da vendere il suo nome era Elisa, look acqua e sapone un po' come me, che avrò avuto sui 13 anni! Mi sembra ancora di sentire mia sorella: Ma chi è che canta? Una certa Elisa. Mai avrei immaginato che dietro ad un nome così semplice si potesse nascondere un talento per me unico.

Due annetti trascorsero da quel sabato pomeriggio e anche questo momento legato ad Elisa, senza farlo apposta, si svolse di sabato: come d'abitudine, il sabato era il giorno dell'uscita con le amiche. Naturalmente di pomeriggio. A Vercelli, dato che la mia amica del cuore abitava lì. Treno delle 16.33, un freddo cane: a proteggermi dal gelo quel maglione azzurro, che tanto mi piaceva, ma che usavo con cura. Dovevo aspettare la Fra, che si doveva incontrare con la Giulia, amica della mia migliore amica. Arrivate a Vercelli, vista la temperatura poco gradevole, decidemmo, al posto delle dieci vasche per il centro, di andare direttamente al Marchesi, bar sul corso. Aperitivo in compagnia: ricordo di aver ordinato un crodino, come le mie amiche: il bello di quel posto era che ti portavano un mucchio di roba da mangiare, come quelle deliziose tartine con la maionese. Ma quel giorno era la musica del locale che attirava la mia attenzione: non ci potevo credere, era il cd di Elisa lo sapevo perché mi era capitato di sentire qualche sua canzone alla radio. Tutto mi sembrava al posto giusto, ero felice: quasi per caso io e la musica di Elisa c'incontravamo di nuovo.

Adesso che ci penso è stata proprio quella circostanza a spingermi a conoscere meglio Elisa: Sanremo 2001. Diciamo che una sbirciatina in tv al Festival l'avevo data, ma senza grosse pretese. E senza sapere che partecipasse anche lei. Poi, a scuola, la mia amica mi fa: Ma l'hai sentita la canzone di Elisa? E troppo bella. Incuriosita, l'ultima sera del Festival, decisi di accomodarmi davanti alla televisione. E dopo un po' di attesa ecco il suo turno la Carrà che presenta: Luce tramonti a nord est, canta Elisa. Maglia e pantaloni bianchi, capelli lunghi sciolti e quella stessa freschezza dell'esibizione di Super . Quel pezzo era forte, si sentiva l'emozione di Elisa. E dato che Sanremo è anche una gara, scelgo di seguire il resto dello spettacolo purtroppo da sola perché la mia famiglia era già andata a dormire. Io non potevo andare a nanna, dovevo vedere che cosa sarebbe accaduto: e accadde qualcosa d'incredibile, Elisa vinse, non solo il festival, ma anche il premio della critica, della miglior esibizione e forse ancora qualcos'altro. Poco contava, ormai c'ero dentro: quella musica doveva far parte della mia vita. E così fu: un mesetto dopo quella vittoria, mi si presentò l'occasione perfetta per acquistare il suo cd mi trovavo in gita, quell'anno la meta era Roma: il giorno dedicato allo shopping non potei resistere entrai alle Messaggerie musicali e finalmente comprai "Asile's world".

Da quel momento incominciai a coltivare una vera passione per il "mondo di Elisa": la sua carriera, le sue interviste, le sue esibizioni, tutto m'interessava. E non mi perdevo nulla che la potesse riguardare: come ad esempio l'MTV special proprio dedicato a lei, verso la fine del 2003: era una sera fredda, la stufa accesa, ero raffreddata, nonostante tutte le sere seguissi una soap di Raitre, quel giorno feci un'eccezione, dato che la mega-puntata su Elisa iniziava alle 20. Che emozione! Uno studio abbastanza piccolo, ma accogliente. Sullo sfondo tutti gli strumenti (acustici, in prevalenza) già pronti, così come Elisa. Avvolta da un soffice maglione di lana blu e Enrico Silvestirn, il vj che doveva fare l'intervista sul suo nuovo album, "Lotus". Una domanda mi è rimasta impressa e suonava più o meno così: Nasci come cantautrice, ma in questo album si ascoltano delle cover, come "Hallelujah" di Leonard Cohen e "Femme fatale" di Lou Reed: perché hai scelto proprio queste tracce? Perché sono le mie canzoni preferite in assoluto. Dopo l'intervista, ecco il tanto atteso concerto: Elisa al centro del palco con la sua chitarra, i musicisti tutti attorno. Fantastico.

Ero già iscritta all'università. Primo anno: palazzo Tartara, aula dei computer, come la chiamo io, avevo trovato un posto libero e iniziai subito a scoprire i diversi siti dedicati alla cantautrice di Monfalcone (paese d'origine di Elisa). Ne avrò spiati almeno una decina: ho presente di aver letto molte recensioni del suo ultimo lavoro, "Pearl Days" il produttore è lo stesso della Morissette. Un album che vuole sfondare anche all'estero. Tra quella miriade d'informazioni, quella che stavo cercando balzò fuori: tour di Elisa, apertura al Filaforum di Assago, 10 dicembre 2004. Come potevo mancare? Per essere al corrente di tutto, m'iscrissi alla newsletter di Elisa. Per realizzare questo mio sogno, però, dovevo trovare qualcuno che mi accompagnasse ma fu qualcuno che trovò me. Una sera io d una mia amica andammo in un posto a Casale, dove c'era musica dal vivo: non so se fu grazie a quella musica, ma fu la mia amica, che conosceva bene il mio amore per la musica di Elisa, a propormi di andare al suo concerto non ci potevo credere un sogno si stava per realizzare e si realizzò!

Quanti ricordi così nitidi ed irripetibili. La magia delle bellissime parole e musiche di Elisa, cantautrice d'altri tempi, continua ad avvolgere molti attimi della mia vita un incanto senza fine.

17/05/06

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