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Meryl Cusinato

Il Giornale e la Cronaca Locale

La prima volta che ho preso coscienza dell'esistenza del giornale e della notizia è stato quando avevo solo 4, al massimo 5, anni: vivevo a Lagos circondata dall'affetto della mia famiglia, ero coccolata e un po' anche viziata essendo la più piccolina; passavo le mie giornate spensieratamente come quasi tutti i bambini: scuola, tanto gioco e poi ancora tanto gioco a casa. Tornando comunque al giornale, un giorno mia mamma stava riordinando i cassetti della sua camera e io sono andata da lei con l'intento di tenerle compagnia e anche di giocare con tutte quelle belle cose che saltano fuori dai cassetti.

Avevo cominciato a giocare coi suoi gioielli, erano tutti meravigliosamente belli e luccicanti, mi piacevano tutti e li indossavo tutti, c'erano un sacco di scatole scatolette, tutte a loro volta colorate e bellissime. Ad un tratto la mia mamma che continuava a riordinare e scartare quello che non era più da tenere esclamò:  «Oh, ma guarda cosa c'è qui! Vieni Meryl, ti faccio vedere una bella cosa».

Mi porge un foglio di carta giallastro, tutto sgualcito, io non so che si tratta di un pezzo di giornale, e l'unica cosa che mi attira è la foto di una bambina appena nata seduta su un seggiolone in mezzo a tanta altra gente. Non capisco, allora la mia mamma mi spiega: «Sai chi è questa bambina?» io naturalmente scuoto la testa: « Sei tu!», non capisco: "io su quel pezzo di carta,  perché mai la mia foto è li?!"

Allora lei mi spiega che c'era la festa in paese e alla "festa della gente" io ero risultata essere la partecipante più piccola, così mi avevano fatto una bella foto e mi avevano messo sul giornale, così che tutti potessero saperlo. Beh ricordo che rimasi a guardare quella foto per qualche momento e la cosa mi rendeva orgogliosa, la cosa mi faceva sentire importante, era bello pensare che tanta gente mi avesse potuto vedere e sapere chi ero.

Purtroppo poi per molti anni non ho più avuto contatto coi giornali, dato che a Lagos non arrivavano i quotidiani e gli unici che giravano erano quelli locali e personalmente non li leggevo perché ero "aggiornata dalla gente del posto con cui parlavo volentieri e che era molto anedottica, però una volta è successa una cosa che mi ha spinto a farlo.

Era successo che avevano arrestato due nigeriani perché erano accusati di cannibalismo e la cosa era andata sui giornali locali, ma la cosa divertente era che c'era riportata l'intervista fatta a uno degli arrestati. Troppa era la curiosità per le dichiarazioni del cannibale e così avevo comperato un giornale e avevo letto l'intervista.

Beh l'accusato si difendeva adducendo che lui lo faceva non solo per piacere personale ma anche su commissione di uomini importanti, i cosiddetti Alaji che chiedevano parti di donne o uomini per fare riti magici, la magia nera, quella che loro chiamavano JUJU.

Beh quello che anche se può sembrare macabro dirlo mi fece sorridere fu la dichiarazione del cannibale alla domanda: «di cosa sa la carne umana?» beh la sua risposta fu «ah la carne umana è dolce come le patate, raccapricciante, soprattutto può far passare la voglia di mangiare patate

Sarà stato il 1997-1998, mio padre doveva, come altri spostarsi a volte per lavoro in città un po' distanti e andare in macchina richiedeva quatro o cinque ore quando andava bene, così tante volte prendeva l'aereo, solo che usava voli di linea locali e beh la manutenzione non era delle migliori.

Un giorno successe una cosa terribile, uno di quegli aerei cadde, nessuno sopravvisse, tornavano da Port'Arcourt e proprio sopra un tratto di palude l'aereo aveva perso il controllo ed era precipitato. Su quell'aereo doveva salire anche il papà di un mio compagno di classe, non fosse che era giunto tardi all'aeroporto. Beh non solo andai a vedere l'aereo, ma comperai anche il giornale locale per vedere la notizia e cosa dicessero dell'accaduto.

Non vi era molto, a parte il fatto che le dinamiche dell'incidente non erano ancora chiare e che purtroppo dato che l'aereo era tutto sommerso dalla palude non si sarebbe venuti a capo di nulla.

C'è ancora un episodio che mi viene in mente che si lega alla cronaca locale, questa volta di nuovo legato all'Italia. Qui in paese viveva un vecchietto che si aggirava da mattina a sera munito di due cose, un bastone e un grosso binocolo.

Ricordo che anche quando ero bambina girava per il paese e ogni tanto si soffermava a scrutare dentro le case con quel suo grande binocolo, lo trovavo molto molto buffo, la gente diceva che era un guardano e che era un matto, tanti dicevano anche che era diventato così dopo che era caduto troppe volte con la moto, la sua passione da giovane.

Un giorno comunque questo vecchietto era sparito dalla circolazione, così dall'oggi al domani, nessuno lo aveva più visto, i nipoti ne avevano poi denunciato la scomparsa ed erano partite le ricerche. Due giorni dopo fu trovato il corpo bruciato di un uomo. Beh come in ogni giallo che si rispetti era proprio lui.

Sul giornale la notizia fu eclatante, giallo a Valle Mosso, delitto, insomma un fatto grosso che colpisce una piccola comunità. Sul giornale venivano riportati tutti i particolari, dove e come era stato ritrovato, le interviste ai nipoti, ai conoscenti persino i RIS di Parma erano stati convocati, insomma la faccenda era davvero grossa

Ricordo che ogni volta che leggevo il giornale non è che vi fossero nuove notizie, solo aggiunte di commenti, fino a quando la polizia passò alle accuse e all'arresto dei nipoti. Il motivo del delitto sarebbe stata l'eredità. Ricordo che dopo quella notizia ci fu il silenzio stampa e da allora furono le solite voci di paese a circolare incessantemente, ma la gente dimentica in fretta e così non trascorse molto che si passò ad altri pettegolezzi e cronache più frivole di paese.

La cronaca locale ha sempre un sapore diverso dalla notiziola del giornale nazionale, sembra sempre comunque lontana, qualcosa che non mi riguarda se non da lontano quando leggo di qualcosa successo "vicino" beh lo assaporo maggiormente, sento la notizia viva, e poi è bello vedere come a volte fatti che sono banali vengono ingigantiti e romanzati, solo per il gusto di attirare, di fare la notizia.

30\05\06

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